Ultimamente il destino mi ha portata a spostarmi di qualche chilometro, esattamente nella grassa, caotica (e calda) Bologna,  facendomi scoprire eventi che prima ignoravo. E quale, tra tutti gli eventi che ci sono, poteva essere quello che mi ha sorpresa di più? Ovviamente qualcosa che ha a che fare con l’audiovisivo, con la passione per il cinema, quello bello, inesplorato, quello che rappresenta un paradiso per i veri cinefili: Il cinema ritrovato. Perché ritrovato? Perché l’obiettivo è scovare nei tre secoli del cinema, dalla fine dell’Ottocento all’inizio del Duemila, quelle opere che per un motivo o per l’altro sono passate in secondo piano ma che rimangono comunque geniali, innovative, emozionanti. Perché, diciamolo, troppo spesso alcune opere, che siano film, documentari, cortometraggi, vengono dimenticate dal grande pubblico.  Lo scopo della Cineteca di Bologna – la Fondazione che ha sostenuto, insieme al Comune di Bologna, tale iniziativa – è proprio quello di far scoprire agli spettatori  “quel che non si cercava affatto, o non si sapeva di cercare”, attraverso la proiezione di opere cinematografiche forse mai viste o addirittura ignorate.

Il risultato è stupefacente: ben nove giorni di proiezioni in lingua originale con sottotitoli, per dare a tutti la possibilità di beneficiarne, trasmesse sin dalle prime ore del mattino nei vari teatri e cinema di Bologna. In tutto ciò, è la maestosa Piazza Maggiore a regalare ancora più emozioni, grazie alla grande arena realizzata e che l’ha resa di fatto un grande cinema all’aperto.
Potete immaginare la bellezza di guardare Mastroianni a fianco della Basilica di San Petronio? Descriverlo è bello, viverlo è una magia.
Il festival è iniziato il 24 luglio, e ad aprire le danze è stato Beaubourg, del grande Roberto Rossellini, presentato da alcune tra le personalità più note nel mondo della cinematografia come Roberto Cicutto, presidente dell’Istituto Luce – Cinecittà, Jacques Grandclaude, produttore del film, e Renzo Rossellini, secondogenito dello storico regista. A seguire, numerosi incontri, due dei quali incentrati proprio sulla figura di Rossellini e sulle sue tecniche di ripresa del Beaubourg.
A partire fin dal primo giorno, inoltre, non sono di certo mancati i film più conosciuti al grande pubblico, come l’intramontabile Io e Annie di Woody Allen e L’Atalante di Jean Vigo, proiettato in serata in Piazza Grande.

Chi conosce il Cinema Ritrovato sa che ogni edizione non si ferma alla mera proiezione di film, ma coinvolge una serie di attività pensate per tutte le generazioni, perché lo scopo è proprio quello di coinvolgere tutti, di far conoscere l’arte, il significato del cinema, sin dalla tenera età.   Negli otto giorni a seguire infatti, tantissime sono state le proiezioni ma tanti sono stati anche gli incontri, come quelli con Dario Argento, Marco Bellocchio, Nanni Moretti e altre personalità provenienti da varie parti del mondo. Non sono mancati neanche i workshop, i seminari e i laboratori.

Ma c’è una cosa che mi preme sottolineare di questo festival, e in generale, della Fondazione che ha creato questo evento, la Cineteca di Bologna per l’appunto: vi è un impegno straordinario, da parte di tutti gli organizzatori, per regalare allo spettatore moderno una visione degna dei film d’epoca, puntando quindi ad un’alta qualità.
Questo è stato reso possibile grazie alla grande dedizione della Cineteca e alle sue partnership, che hanno permesso numerosissimi restauri. D’altronde come afferma la cineteca “ogni restauro è figlio del suo tempo. È soggetto ai limiti e alle possibilità delle tecnologie utilizzate, ma anche all’interpretazione dell’opera da parte dell’operatore”. E proprio l’impegno per il restauro di film d’epoca che ha reso e continua a rendere tale festival un masterpiece, con la speciale sezione “Ritrovati e restaurati” che non smette mai di regalare grandi emozioni. Prova ne siano i bellissimi e brillanti colori del film Johnny Guitar restaurato  in 4K nel 2015 da Paramount , o il documentario Monterey Pop, presentato il 27 giugno in anteprima europea in Piazza Maggiore dallo stesso regista D.A. Pennebaker,  restaurato dalla copia 16mm originale in 4K nel 2017 da The Criterion Collection insieme a L’Immagine Ritrovata.

Insomma, con la sua XXXI edizione e con le sue 514 proiezioni in soli 9 giorni, il cinema ritrovato è stato fino all’ultimo minuto in grado di trasmettere l’amore e l’entusiasmo per il cinema a tutta la cittadinanza, offrendo sin dalle prime ore del mattino la possibilità di conoscere, approfondire e sviluppare la conoscenza e la passione cinematografica, essenziale per comprendere la società dell’epoca ma soprattutto quella moderna.

Dopo il festival, Bologna e la Cineteca non hanno rinunciato alle proiezioni estive. Dopo il Cinema Ritrovato, infatti, è iniziato Il Cinema sotto le stelle che, inaugurato il 21 luglio con Per un pugno di dollari restaurato, proseguirà fino al 15 agosto, sempre in Piazza Maggiore.

Se siete a Bologna o in qualsiasi altra parte dell’Emilia Romagna, non potete perdere l’occasione di vedere un buon film nella bellissima Piazza Maggiore: ci potrà essere un Martin Scorsese o un bellissimo viaggio nell’odissea spaziale di Kubrik che vi aspetterà; d’altronde, se tutto questo succede, succede solo a Bologna.