Numero di fine anno, per la nuova stagione di BILLY, quindi un numero di bilancia, mentre per il 2017 si agitano novità eccitanti. Un numero ancora dedicato all’atto di guardare, però, in cui ospitiamo le visioni, gli incubi, le opinioni e le provocazioni di altri agitatori culturali che hanno acconsentito ad accompagnarci.

Silvia Camporesi con la sua idea di visione fotografica in cui dialogano passato e presente, posto che il presente esista; Giacomo Foglietta e il suo filosofico incubo papale, in pace con la magniloquenza sorrentiniana; lo sguardo provocatorio e provocante di Johnny Bergamini, in un’idea di responsabilità visiva e visionaria; la pop culture interattiva di Alberto Semprini, in bilico tra desiderio e rappresentazione; e infine la forza della rivendicazione di Lisa Tormena, perché la visione di genere è differenza e rivoluzione. Tutto composto e ricomposto dalla proiezione grafica di Silvia Zaghini, e dai suoi tagli di luce.

Un numero ricco, a cui fa da sfondo una contingenza storica colma di eccezione, perché mai come oggi l’atto di guardare è stato un atto di volontà, una scelta determinata e determinante, in cui l’ignoranza è colpa e l’inerzia è complicità. Oggi, sottrarsi allo sguardo o alla vista è un atto di appartenenza alla scena stessa, allo spettacolo che non solo presuppone l’assenza, ma la contempla, quasi in un paradosso da sovraesposizione. Il vivere nascosti è, in questa contemporaneità sparsa, stare esattamente al centro di attenzioni scivolose, brevi e ridondanti.

Ma, in un momento storico per il nostro paese in cui si produce una quantità clamorosa di documentari, in cui ci si affanna a premiarli, in cui (quasi) si accorre a vederli, il paradosso si struttura nella produzione e nella realizzazione di una visione (cinematografica, televisiva, fotografica) mai così cosmetica, mai così post-prodotta, mai così mascherata, a celare la pelle e il corpo. E, quindi, cosa stiamo guardando? E cosa ci sta guardando?

P.s.

BILLY poi, rilancia, e a marzo – in questo sorridersi d’eventi – propone un workshop. Su cosa? Trovate tutto a pagina 14. Tutto forse no, in effetti, ma quanto basta sì.

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